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Antiterrorismo! Genesi e trasformazione di uno strumento di dominio

Misure come il “Decreto sicurezza” si inseriscono in una lunga tradizione di provvedimenti repressivi che risale almeno agli anni Settanta, con l’emergere di una legislazione “speciale” sotto il cappello dell’antiterrorismo, quell’insieme di culture di governo e di polizia, attraverso cui lo Stato si relaziona non solo ai fenomeni estremi, ma anche al conflitto sociale. Dalle organizzazioni rivoluzionarie negli anni Settanta alle organizzazioni mafiose negli anni Novanta, al fenomeno migratorio, passando per la lotta al terrorismo islamico fino ad arrivare alla più recente applicazione del 270bis nella repressione di palestinesi o persone arabe inserite nelle campagne di solidarietà per la Palestina, si proverà a ricostruire la genesi dell’antiterrorismo e dell’istituzione della DNAA (Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo) e la loro evoluzione nel corso degli ultimi cinquant’anni in Italia. A partire dagli anni Settanta, infatti, si fa sempre più frequente l’applicazione di condizioni d’eccezione e la strutturazione di un “codice penale del nemico” da applicare a determinate categorie di persone considerate “pericolose”.
Nell’ambito di Libbra – il festival delle librerie indipendenti a Napoli – ne parliamo con Elio Catania, storico e autore di Antiterrorismo. Conflitto sociale e “fine della Storia” in Italia (1968-1992) (Meltemi), Cassa di solidarietà La Lima, editrice dell’opuscolo Ruolo e strategie repressive della DNAA, e il giornalista Lorenzo D’Agostino.