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Corpi Urbani Contesi

Napoli è oggi uno dei luoghi simbolo dell’overtourism e della trasformazione dello spazio urbano. Eppure nello stesso ‘corpo’ della città e nei corpi di chi la abita resistono pratiche quotidiane di riappropriazione, cura, solidarietà e autogoverno.
Con Corpi urbani contesi. Etnografia dei beni comuni napoletani nella città turistica, Martina Locorotondo racconta la Napoli degli ultimi quindici anni attraverso una ricerca etnografica lunga e immersiva: dentro gli spazi liberati, nelle assemblee, nei lavori di autorecupero, nelle routine di mutualismo che tengono insieme comunità, relazioni e possibilità di futuro.
È nello “stretto di un solo corpo”, il ‘corpo di Napoli’, che si mostra la contraddizione fondamentale della città turistica: il turismo produce lavoro, ma precario, espelle chi abita, sottrae case, tempo, spazio e riproduzione sociale. Martina Locorotondo, da attivista e ricercatrice, racconta tre esperienze vive dei beni comuni napoletani: Scugnizzo Liberato, Santa Fede Liberata e l’Asilo, luoghi nati tra il 2012 e il 2015 da occupazioni e riattivazioni di immobili abbandonati, oggi attraversati da pratiche collettive e autogovernate, descrivendo il contesto politico e urbano in cui questi spazi prendono forma, passando per la ‘stagione’ dei beni comuni e del neomunicipalismo alla crescita esponenziale dei flussi turistici, in una città contesa tra recinzioni turistiche e spazialità alternative. Un libro che intreccia storia urbana, teoria critica e narrazione etnografica e che ci pone una domanda urgente: chi ha diritto alla città? E quali pratiche possono ancora sottrarre spazio alla monocultura turistica?
Martina Locorotondo è ricercatrice in studi urbani, affiliata al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila. Si occupa dei processi di trasformazione delle città contemporanee.