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Fermiamo la guerra, fermiamo il Genocidio!

Marzo 19 @ 17:00 - 19:00

Due settimane fa, l’ennesima aggressione di Stati Uniti e Israele ha colpito il territorio iraniano, causando un’escalation bellica senza precedenti. I bombardamenti, che hanno provocato già oltre 1000 vittime tra la popolazione civile e disastri ecologici – abbiamo tutti ancora negli occhi le immagini del raid sulla scuola a Minab, dove 150 bambine sono rimaste massacrate, o la nube tossica che ha avvolto la vita di milioni di residenti a Teheran causata dal raid sui siti petroliferi – hanno innescato un allargamento regionale del conflitto, coinvolgendo il Libano, l’Iraq, i paesi del golfo. Questo accade mentre le stesse forze, USA e Israele, impunite e coperte dalla complicità delle istituzioni internazionali, continuano imperterriti nel massacro a Gaza, nell’annessione e nell’occupazione della Cisgiordania e di tutta la Palestina storica. Il genocidio del popolo palestinese e i bombardamenti in medioriente sono funzionali a questo: costruire la “grande Israele” l’unica potenza, avamposto Usa, della regione, annientando qualsiasi competitor.
L’ultima strage targata Nato è solo un ulteriore tassello di uno scontro che corre a livello globale sulle catene di valore di un sistema economico profondamente in crisi, che ha bisogno della guerra come sua emanazione diretta per ristabilire equilibri ed egemonie.
Per questo è l’intero scacchiere internazionale a essere investito, comprese le forze europee, checchè ne dica pubblicamente il governo italiano (come dimostra l’attività intensa dei mezzi militari nella base statunitense di Sigonella, l’invio della fregata a cipro, l’intensificazione dello scudo aereo sul territorio nazionale).
Non solo il coinvolgimento militare, la guerra di queste settimane, la cui durata e gli obiettivi sono assolutamente imprevidibili ad oggi, ha delle enormi conseguenze sul piano economico: dallo stretto di Hormuz passa quasi un quarto del petrolio e del gas naturale consumati globalmente.
Questa è la parte di testo da inserire nella sezione dei commenti su Instagram:
Il prezzo del petrolio schizzato alle stelle, la speculazione già in atto coi conseguenti rincari dei prezzi di beni e prodotti, colpiscono e colpiranno, come al solito, le fasce più povere delle popolazioni, i lavoratori.
Governi, milionari, multinazionali dell’industria bellica, per il loro profitto e potere, stanno trascinando il mondo in una guerra in cui noi, le persone comuni, le classi popolari, non abbiamo alcun interesse a entrare.
La corsa al riarmo, l’aumento delle risorse pubbliche destinate alle spese militari (e non ai servizi, gli ospedali, le scuole di cui avremmo bisogno), la militarizzazione dei luoghi della formazione e la propaganda bellica, in cui siamo immersi è funzionale a questo, così come il restringimento degli spazi di democrazia e la torsione autoritaria del governo Meloni. La guerra esterna non potrebbe reggersi senza l’apparato di guerra interna.
E’ per tutto questo che ci mobilitiamo.
Scendiamo in piazza per costruire solidarietà con le popolazioni colpite e con i popoli che lottano per la libertà e la giustizia sociale, per chiedere a gran voce che nessuna base militare italiana venga utilizzata, per pretendere la fine di qualsiasi collaborazione tra l’Italia e i governi e le aziende complici del genocidio in Palestina.
Verso un 25 aprile antifascista, contro la guerra e questo governo, e al fianco della resistenza palestinese!
Per adesioni al corteo scrivici!

Dettagli

  • Data: Marzo 19
  • Ora:
    17:00 - 19:00
  • Categoria Evento:

Organizzatore

  • Rete Napoli per la Palestina

Luogo